“STORIA DI UNA MISTRESS”, MONICA BARTOLUCCI: «IL CINEMA NON È FATTO SOLO DI PROTAGONISTI. ANCHE LE COMPARSE MERITANO DI ESSERE VISTE»

"STORIA DI UNA MISTRESS", MONICA BARTOLUCCI: «IL CINEMA NON È FATTO SOLO DI PROTAGONISTI. ANCHE LE COMPARSE MERITANO DI ESSERE VISTE"
La produttrice di Imagine The Stars racconta una scelta controcorrente: dare spazio sulla locandina del film anche agli attori con piccoli ruoli, alle comparse e alle figurazioni speciali. Un gesto di riconoscenza che vuole lanciare un messaggio al mondo del cinema.
Il 5 novembre 2026 arriva nelle sale cinematografiche italiane, a partire dal circuito UCI Cinemas e in numerose altre sale, il lungometraggio Storia di una Mistress, diretto da Ciro Tomaiuoli, con protagonisti Alice Carollo e Reyson Grumelli.
Il film, prodotto da Imagine The Stars S.r.l. e ReyLu Production, con la fotografia di Federico Prosperi, sarà distribuito in Italia da Human Film International S.r.l. e all'estero da Dreamline Pictures Ltd. Ma oltre alla storia raccontata sul grande schermo, c'è una scelta produttiva che merita particolare attenzione: quella di Monica Bartolucci, produttrice del film, che ha deciso di rompere una consuetudine del cinema, dando visibilità sulla locandina ufficiale anche alle comparse e alle figurazioni speciali.
Ne abbiamo parlato direttamente con lei. Monica, partiamo proprio dalla locandina. Perché hai deciso di inserire anche i volti delle comparse ?
Monica Bartolucci:
«Perché credo profondamente che il cinema sia un lavoro collettivo. Quando guardiamo un film, spesso ci concentriamo sui protagonisti, ma dietro ogni scena ci sono tante persone che contribuiscono a renderla vera. Una comparsa, anche quando non pronuncia una sola battuta, può essere fondamentale per dare credibilità a una scena. Mi sono chiesta: perché queste persone devono rimanere invisibili anche nella comunicazione del film? E così ho deciso che sulla nostra locandina ci sarebbe stato spazio anche per loro.»
Nel cinema tradizionale le locandine sono generalmente dedicate ai protagonisti.
Non hai avuto paura di andare controcorrente ?
Monica Bartolucci:
«Assolutamente no. Anzi, credo che ogni tanto sia necessario rompere gli schemi. Non voglio mettere in discussione l'importanza dei protagonisti, che naturalmente hanno un ruolo centrale, ma penso che riconoscere il lavoro degli altri non tolga nulla a nessuno. Il cinema non dovrebbe essere una competizione di visibilità. Per me una comparsa non è semplicemente una persona che passa davanti alla macchina da presa. È qualcuno che dedica il proprio tempo, la propria energia e spesso anche i propri sogni a questo mestiere. E questo merita rispetto.»
Hai parlato spesso di dignità artistica. Che cosa significa per te ?
Monica Bartolucci:
«Significa che nessuno dovrebbe sentirsi meno importante soltanto perché interpreta un ruolo piccolo. Nel nostro settore esistono gerarchie professionali, ed è giusto che ci siano responsabilità e ruoli differenti. Ma il rispetto deve essere uguale per tutti. Ho visto persone arrivare sul set emozionatissime anche soltanto per una giornata di lavoro. Per qualcuno quella giornata rappresenta un sogno, un'esperienza indimenticabile, magari il primo passo verso una carriera. Io non voglio che queste persone si sentano soltanto dei numeri. Voglio che si sentano parte del film, perché lo sono davvero.»
Quindi la locandina diventa anche un messaggio rivolto al mondo del cinema ?
Monica Bartolucci:
«Esattamente. Vorrei che questa scelta facesse riflettere anche altri produttori. Siamo abituati a celebrare i grandi nomi, ma dovremmo imparare a riconoscere maggiormente anche chi lavora dietro e intorno a loro. Non sto dicendo che tutte le locandine debbano essere uguali alla nostra. Sto dicendo che possiamo trovare nuovi modi per valorizzare le persone. A volte basta un piccolo gesto per far sentire qualcuno parte di qualcosa di importante. E per me vedere il sorriso di una comparsa che riconosce il proprio volto sulla locandina ufficiale di un film ha un valore enorme.»
Pensi che le comparse siano ancora troppo poco considerate nel settore cinematografico ?
Monica Bartolucci:
«Credo che molto spesso il loro contributo venga dato per scontato. E questo è un peccato. Pensiamo a una scena ambientata in un ristorante, in una piazza o durante una festa. Senza le comparse, quella scena perderebbe una parte fondamentale della sua autenticità. Sono presenze che contribuiscono a costruire il mondo in cui si muovono i protagonisti. Non dobbiamo confondere la dimensione di un ruolo con il valore della persona che lo interpreta. Un ruolo può essere piccolo, ma il rispetto non deve esserlo mai.»
Questa sensibilità deriva anche dal tuo percorso personale ?
Monica Bartolucci:
«Sicuramente. Prima di dedicarmi alla produzione cinematografica ho lavorato nel mondo della moda, dove ho imparato quanto sia importante il contributo di ogni singolo professionista. Un risultato nasce sempre dal lavoro di tante persone. Quando sono entrata nel cinema ho portato con me questa convinzione. Mi piace osservare le persone, ascoltarle e cercare di valorizzarle. Credo che un produttore non debba occuparsi soltanto di budget, organizzazione e distribuzione. Deve anche avere una responsabilità umana nei confronti delle persone che lavorano a un progetto.»
Parliamo di Storia di una Mistress. Che cosa rappresenta per te questo film ?
Monica Bartolucci:
«È un progetto al quale tengo molto, perché rappresenta il lavoro, l'impegno e la passione di tante persone. Sono felice del percorso che stiamo costruendo e della possibilità di portarlo nelle sale cinematografiche italiane dal 5 novembre. Ma ciò che mi rende particolarmente orgogliosa è proprio lo spirito con cui abbiamo voluto realizzarlo. Per me il successo di un film non si misura soltanto attraverso i risultati economici o il numero di spettatori. Si misura anche attraverso ciò che riesce a lasciare alle persone che hanno contribuito a realizzarlo.»
Il film avrà anche un percorso internazionale. Quanto è importante per la vostra produzione? Monica Bartolucci:
«È molto importante. La distribuzione italiana sarà curata da Human Film International, mentre quella estera da Dreamline Pictures. L'obiettivo è permettere al film di raggiungere un pubblico sempre più ampio, anche attraverso le piattaforme digitali, tra cui Prime Video. Credo che ogni produzione debba avere l'ambizione di crescere e confrontarsi con mercati differenti. Ma voglio che questa crescita avvenga senza perdere la nostra identità e soprattutto senza dimenticare le persone.»
C'è un messaggio che vorresti rivolgere direttamente alle comparse che hanno partecipato al film? Monica Bartolucci:
«Vorrei dire loro grazie. Grazie per il tempo che ci hanno dedicato, per la disponibilità, per la pazienza e per l'entusiasmo. Vorrei che sapessero che il loro contributo non e' passato inosservato. Quando guarderanno la locandina, spero che possano sentirsi orgogliosi e dire: "Anch'io faccio parte di questo film". Perché è proprio così. E vorrei aggiungere una cosa: non smettete mai di credere nei vostri sogni. Oggi potete essere una comparsa, domani potreste avere un ruolo importante. Ma il vostro valore come persone non cambia.»
Un'ultima domanda: che cosa vorresti che rimanesse di questa iniziativa ?
Monica Bartolucci:
«Vorrei che rimanesse un messaggio semplice: il talento merita opportunità e ogni persona merita rispetto. Se questa locandina riuscirà a far sentire anche una sola comparsa più valorizzata, per me avremo già raggiunto qualcosa di importante. Il cinema è fatto di storie, ma soprattutto è fatto di persone. E io voglio continuare a produrre film nei quali nessuno debba sentirsi invisibile.»
STORIA DI UNA MISTRESS
– SCHEDA DEL FILM Regia: Ciro Tomaiuoli
Direttore della fotografia: Federico Prosperi
Produzione: Imagine The Stars S.r.l. e ReyLu Production
Protagonisti: Alice Carollo e Reyson Grumelli Distribuzione italiana: Human Film International S.r.l. Distribuzione estera: Dreamline Pictures Ltd
Uscita cinematografica: dal 5 novembre 2026, nelle sale UCI Cinemas e in numerose altre sale italiane Piattaforme digitali previste: Prime Video
Di Walter Correnti

