Piume e Note: il mito senza tempo della Compagnia Italiana di Operette

Piume e Note: il mito senza tempo della Compagnia Italiana di Operette
Quando il sipario si alza, le luci della sala sfumano e l'orchestra attacca le prime note di un valzer spumeggiante, il tempo sembra fermarsi.
Entrare nel mondo della Compagnia Italiana di Operette significa concedersi un biglietto per un viaggio fatto di piume, lustrini, equivoci romantici e travolgente allegria. Vanto del nostro panorama teatrale, la formazione vanta un primato storico assoluto: è stata la prima compagnia di operette a nascere in Italia.
Da sempre considerata una garanzia di successo nei teatri di tutta la penisola, questa realtà custodisce e rinnova la magia della piccola lirica, trasformandola in puro intrattenimento d'autore. Il timone della "Signora dell'Operetta"
A guidare questa macchina organizzativa e artistica c'è Maria Teresa Nania, presenza carismatica e profonda conoscitrice del palcoscenico. Cresciuta in un ambiente familiare intriso di sensibilità artistica, tra la musica della madre pianista e la forma plastica delle opere del padre scultore, ha trasformato la passione per lo spettacolo in un progetto di vita. Il suo percorso unisce la disciplina della danza classica — con una solida formazione in ambito accademico e lirico — all'esperienza diretta nella recitazione come esuberante attrice caratterista.
Questa doppia anima le permette oggi di coordinare con visione d'insieme ogni dettaglio della compagnia: dalle coreografie ai tempi comici, fino alla direzione produttiva di allestimenti completi con orchestrali, interpreti lirici e maestranze di alto livello. I grandi classici del repertorio I successi nei cartelloni teatrali si legano ai titoli simbolo di un genere che non conosce età, capaci di registrare il tutto esaurito e far sognare la platea:
La Vedova Allegra: Il fascino parigino, la notte da Maxim's e le indimenticabili melodie di Franz Lehár. Cin Ci Là: Brio, spensieratezza e l'ironia di una commedia degli equivoci adagiata in un esotico Oriente. Scugnizza: Il calore e il colore dei vicoli di Napoli per uno spettacolo vivace e ricco di sentimento. Al Cavallino Bianco: La freschezza delle atmosfere alpine austriache tra intrighi d'amore, folklore e ritmi travolgenti.
Tra le quinte: L'operetta richiede un talento proteiforme. In una sola rappresentazione, gli artisti sul palco devono passare dal canto d'impostazione lirica al ballo sfrenato, fino al botta e risposta serrato della commedia parlata. È questo equilibrio tra apparente leggerezza e rigorosa tecnica di esecuzione a rendere ogni replica della Compagnia una festa collettiva.
Di Correnti Walter


