Maria Luisa Anele

Nel film Prendiamoci una pausa, diretto da Christian Marazziti, Maria Luisa Anele interpreta Fulvia, una delle tre donne che frequentano Gianni, personaggio interpretato da Paolo Calabresi. Fulvia è una donna provocante, sicura di sé e magnetica, che vive la relazione seguendo le proprie pulsioni e i propri desideri senza filtri. Ignara dell'approccio al poliamore di Gianni e dell'esistenza di altre relazioni, si muove nella storia con totale autenticità, rendendo il suo percorso emotivo imprevedibile e affascinante. Va dritta verso ciò che vuole, ama essere desiderata e non ha paura di mostrarsi, mantenendo sempre un lato ironico e intrigante che cattura l'attenzione dello spettatore.
Come descriveresti Fulvia e cosa ti ha colpito di lei alla prima lettura della sceneggiatura ?
Fulvia entra in scena con energia, desiderio e ironia. È diretta, provoca e gioca sul terreno emotivo e sensuale. Mi ha colpito subito la sua capacità di essere intensa e presente senza bisogno di fare rumore... ogni gesto e ogni battuta raccontano chi è, lasciando trasparire forza e autenticità.
Fulvia segue le proprie pulsioni senza sapere che Gianni ha altre relazioni: quanto questa inconsapevolezza definisce il personaggio ?
Questo suo non sapere la rende audace e leggermente imprevedibile. Lei ci prova, testa i limiti, cerca di capire dove può arrivare, mentre Gianni cerca di disinnescare tutto con il suo modo buffo di evitare l'intimità. È divertente perché lei fa sul serio e lui no.
Fulvia è una donna sicura di sé, provocante e diretta. Qual è stato l'aspetto più complesso da interpretare ?
Far trasparire la sua forza in ogni gesto e in ogni battuta, senza trasformarla in un cliché. Non è mai stata una questione di essere sexy, ma di far emergere il suo carisma e la capacità di intrigare restando vera.
Nel film Fulvia "va dritta come un treno" verso ciò che desidera: quanto è stato liberatorio interpretare una donna così istintiva ?
È stato molto stimolante e ho potuto esplorare espedienti e giochi di linguaggio che Fulvia utilizza per provocare Gianni, lasciando trasparire desiderio e ironia insieme; tutto senza perdere la naturalezza del personaggio.
Che tipo di lavoro hai fatto per costruire la sensualità e la presenza scenica del personaggio senza renderla stereotipata ?
Ho lavorato sul ritmo, sulle pause e sul linguaggio del corpo. Piccoli gesti, sguardi, movimenti calibrati che raccontano chi è Fulvia. Lei non deve essere un tipo, ma una donna viva, istintiva e autentica, che attira senza sforzo.
Com'è stato lavorare con Christian Marazziti e che tipo di indicazioni ti ha dato sul personaggio di Fulvia ?
Christian ti accompagna con chiarezza, indicandoti la direzione del personaggio ma lasciandoti libertà di esplorare e trovare le sfumature giuste. Lavorare con lui è stimolante perché permette di approfondire ogni aspetto del ruolo senza mai perdere coerenza.
Che dinamica si è creata sul set con Paolo Calabresi nel costruire il rapporto tra Fulvia e Gianni ?
Paolo mi ha sconvolta per il numero di freddure che mi restituiva ad ogni mio ammiccamento, sempre super disponibile a provare in modi diversi. Ha una grande capacità di improvvisazione e rendeva ogni scena viva e sorprendente.
Fulvia ha anche un lato ironico e leggero: quanto è importante questo elemento nel racconto del film ?
È il tocco di ironia sottile che rende Fulvia così incisiva. Il suo modo di muoversi con Gianni crea momenti sorprendenti, pieni di carattere.
C'è una scena o un momento del film in cui senti di aver colto pienamente l'essenza di Fulvia ?
La scena nel trailer... In pochi minuti lei osserva, sfida e gioca. Tutto è chiaro: la sua forza, la sua ironia e il modo in cui interagisce con Gianni, senza dover urlare chi è. Anche l'interazione con Giallini ha arricchito l'esperienza rendendola davvero memorabile.
Cosa pensi possa riconoscere il pubblico in un personaggio come Fulvia ?
Una donna reale, capace di catturare subito l'attenzione. Il pubblico può riconoscere la curiosità, il desiderio di capire e l'ironia sottile che la rendono piena di energia senza curarsi del giudizio altrui.
Dopo questa esperienza, che tipo di ruoli femminili senti più affini al tuo percorso artistico ?
Ruoli con profondità emotiva e ironica. Donne la cui vita parli di resilienza e coraggio, che lascino un segno e ispirino anche le generazioni future. Perché il cinema è soprattutto questo... un motore che accende il cuore.
Cosa speri rimanga allo spettatore dopo aver visto Prendiamoci una pausa ?
Spero resti l'idea che anche ciò che sembra ordinario abbia un valore profondo e che fermarsi possa rimettere al centro ciò che conta davvero.


