“Luxury Frames”

"Luxury Frames", dove il cinema svela la sua anima: in autunno da Maratea alle grandi piattaforme.
Terminate le riprese del docufilm con Reyson Grumelli e Giulia Ragazzini, un viaggio oltre il red carpet del Marateale – Premio Internazionale
Maratea — Sono terminate le riprese di Luxury Frames, il docufilm ambientato a Maratea che porta lo spettatore dentro il mondo dei festival cinematografici, tra incontri, backstage, interviste e momenti lontani dalle immagini ufficiali. L'opera arriverà in autunno su importanti piattaforme, con una distribuzione prevista in Italia e sui mercati internazionali.
A condurre il racconto sono gli attori Reyson Grumelli e Giulia Ragazzini, protagonisti e intervistatori che attraversano il festival incontrandone ospiti e professionisti. Il loro percorso diventa il filo narrativo di un progetto che vuole mostrare non soltanto il glamour delle première, ma soprattutto le persone che costruiscono e vivono il cinema.
Luxury Frames è ideato e scritto da Monica Bartolucci e prodotto da Imagine The Stars e Settembre Produzioni, in collaborazione con New Management di Luca e Massimo Pacelli. La regia è firmata da Monica Bartolucci e Ciro Tomaiuoli, con Federico Prosperi alla direzione della fotografia e Davide Tipaldi al montaggio.
Maratea protagonista insieme al cinema
Il docufilm prende forma nella cornice del Marateale – Premio Internazionale, trasformando Maratea in qualcosa di più di una semplice location.
Il mare, gli scorci della città e l'atmosfera del festival entrano nel racconto e contribuiscono all'identità visiva dell'opera. La macchina da presa si sposta dagli appuntamenti ufficiali ai momenti più spontanei, cercando ciò che normalmente resta fuori dall'inquadratura.
Il Marateale – Premio Internazionale vede Nicola Timpone alla direzione artistica e Antonella Caramia alla presidenza. Tra gli autori figurano Tommaso Martinelli, Sacha Lunatici e Luigi Miliucci, mentre l'ufficio stampa della manifestazione è seguito da Gianni Galli.
Durante le riprese la produzione è stata ospitata dall'Hotel Santavenere e dal Grand Hotel Pianeta Maratea, due prestigiose strutture che hanno accompagnato la permanenza del team nella località lucana.
Da Nino D'Angelo a Gianmarco Tognazzi, le voci di Luxury Frames
Il cuore del film è costituito soprattutto dagli incontri. Davanti alle telecamere di Luxury Frames sono passati attori, registi, produttori e protagonisti dell'industria audiovisiva, chiamati a raccontare esperienze e punti di vista sul cinema.
Tra gli intervistati figurano Nino D'Angelo, Gianmarco Tognazzi, Christian Marazziti, Paolo Del Brocco, Paolo Ruffini, Roberto Ciufoli, Edoardo Costa, Maddalena Mayneri, Andrea Miccichè, Presidente del NUOVO IMAIE, Nicola Timpone, Sergio Fabi, Gaetano D'Angelo, Toni D'Angelo, Nicola Giuliano, Luca Carlomagno, Vincenzo Avena, Julia Charlotte De Rossi, Rossella Ambrosini, Ahmed Al-Othman, Antonio Flamini, Francesca Rasi, Margherita Sarli, Beatrice Leotta, Emanuela Corsello, Romano Talevi e Alice Carollo.
Non una sequenza tradizionale di interviste, dunque, ma un mosaico di incontri inseriti all'interno del viaggio dei due attori protagonisti.
In autunno sulle grandi piattaforme.
Concluse le riprese, Luxury Frames si prepara ora a raggiungere il pubblico. La distribuzione sarà curata da Human Film International e Digital United Studios, in partnership con Minerva Pictures.
Il docufilm sarà disponibile in autunno su Amazon Prime Video e su altre importanti piattaforme, con una diffusione prevista in Italia e all'estero.
L'ambizione del progetto è inoltre quella di andare oltre il singolo evento. Il format è stato pensato per poter accompagnare Reyson Grumelli e Giulia Ragazzini anche all'interno di altri festival cinematografici italiani e internazionali, mantenendo la stessa prospettiva sul mondo che esiste dietro le immagini ufficiali.
Da Maratea parte così un racconto che cambia il punto di osservazione sul festival cinematografico: non soltanto star, première e tappeti rossi, ma incontri, lavoro, attese ed emozioni.
Perché in Luxury Frames il festival non fa semplicemente da sfondo al film. È il festival stesso a diventare cinema.
Walter Correnti
