Il lato oscuro del giornalismo italiano: 40 donne rompono il silenzio

Il lato oscuro del giornalismo italiano: 40 donne rompono il silenzio
Ci sono verità che nel mondo dei media tutti conoscono, ma che pochissimi hanno il coraggio di pronunciare ad alta voce. Il giornalismo italiano, abituato a raccontare le ingiustizie degli altri, per anni ha finto di non vedere quelle che consuma al proprio interno.
A squarciare questo velo di ipocrisia arriva ora "Non chiamateci quote rosa", il nuovo libro-inchiesta firmato da Valentina Cristiani ed edito da Pathos Edizioni. Il testo non è una semplice analisi teorica, ma un vero e proprio grido d'allarme collettivo.
Al suo interno, l'autrice ha raccolto le testimonianze dirette di quaranta giornaliste che hanno deciso di metterci la faccia e raccontare cosa significa, oggi, essere donne in una redazione.
Ne emerge un quadro crudo e senza sconti: disparità salariali, carriere bloccate sul nascere, paternalismo sistemico, fino ad arrivare a episodi di molestie e violenze psicologiche.
Per dare forza a questa battaglia, il libro si avvale del supporto di tre figure di primissimo piano del giornalismo e dello sport italiano.
La prefazione è affidata a Giorgia Rossi, volto noto di DAZN, l'introduzione porta la firma di Paola Ferrari della Rai, mentre la postfazione è curata da Federica Cappelletti, giornalista e presidente della Serie A Femminile.
La loro presenza dimostra come il problema non sia isolato, ma attraversi l'intero settore, dai primi passi della gavetta fino ai vertici della carriera. Dietro la struttura dell'opera c'è la penna esperta di Valentina Cristiani, cronista bolognese con alle spalle anni di lavoro tra carta stampata, radio, TV e sport.
Con uno stile sensibile ma rigoroso, l'autrice riesce a trasformare quarantasette storie personali in uno spaccato sociale che riguarda tutti noi. Il messaggio finale del libro va oltre la semplice denuncia: le leggi e le norme di tutela non bastano più se non sono accompagnate da una reale rivoluzione culturale, che deve partire già dai banchi di scuola. "Non chiamateci quote rosa" propone così una nuova rotta per il mondo dell'informazione, dimostrando che senza rispetto ed equità di genere non può esistere una narrazione libera e davvero democratica. Il volume è già disponibile in tutte le librerie fisiche e sui principali store online.
Di Loris Danesi


